SANDRO BELTRAMO

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( Pubblicato da: il 15 marzo 2016 )

Quasi niente
17 marzo – 1 maggio 2016

A proposito di Sandro Beltramo

Sandro Beltramo parla pochissimo. Chi lo conosce superficialmente potrebbe giudicarlo persino un po’ scostante. Non ricordo di avergli mai sentito dire niente di superfluo: quando Sandro parla, superando la sua naturale ritrosia nei confronti della vanità, dice sempre cose molto semplici ma assolutamente essenziali, pregnanti e, soprattutto, ironiche.

L’ironia è una delle sue principali doti, mescolata a qualcosa che potrebbe somigliare al cinismo. Il suo è uno spirito nietzschiano che svela ogni altarino fittizio, corrodendolo dalle fondamenta. Tutto questo è ben evidente nel suo lavoro d’artista.  Beltramo non ha nessuna voglia di parlare di temi secondari o, meno che mai, di se stesso o dell’arte. Sandro va dritto al punto: la vita, la morte, il destino dell’umanità, le relazioni fra gli esseri umani, la loro l’aggressività, la loro paura del vuoto.  Sono certamente temi che è davvero difficile trattare senza nemmeno un briciolo di retorica o di compiacimento. Eppure, lui ci riesce perfettamente.

Le sue moltitudini, per usare un termine molto di moda in ambienti lontani dall’arte, si trascinano in lunghe file, si perdono, si scontrano, non sanno assolutamente dove andare, ma continuano a camminare. Uno di loro, d’ un tratto, si mette alla testa della folla, sembra che abbia un’idea, una meta: così tutti lo seguono. Ma poi, delusi, si accorgono che c’è solo il nulla che li accompagna e, nel contempo, li aspetta. Allora se ne stanno lì, mogi mogi, uno vicino all’altro: alcuni amoreggiano, altri litigano, altri ancora dormono per non sentire quel senso di vuoto che li attanaglia. Ci sono anche gli animali: hanno la stessa anima triste e disorientata degli umani. Beltramo deposita, con la punta della matita, le sue creaturine sulla carta o sulla tela, una per una e poi dice loro: “buona fortuna amici.”. La cosa sorprendente è che, mentre li guarda scendere in campo e riempire tutto lo spazio vuoto, se proprio non ride (non c’è molto da ridere), sorride. I lavori di Sandro Beltramo, infatti, fanno sorridere amaramente e il motivo è quello che ho detto prima: l’ironia. Beltramo ci fa sorridere di noi stessi, delle nostre goffaggini, delle nostre bassezze e dei nostri sentimenti, buoni e cattivi.

Serena Giordano

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